Dentro il mio dolore
Tra luci di arabeschi
le ombre
sono cornici lacere del tempo.
Non si muovono,
tentacoli del sogno
che accarezzano l’attimo.
Fammi vivere,
come preghiera muta
strappi il mio silenzio,
disperazione occulta
del mio dolore.
Danza di lacrime,
orfane di occhi
che non sanno più vedere,
asciutte tra le mani:
scivolano sulle promesse.
Aspetto che passi,
mi aggrappo
al viaggio,
aspetto il tempo
che si arrotola
su se stesso,
chino il capo
e aspetto altro tempo.
©
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
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