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Introspezione 28 dicembre 2011 · lettura 2 min · 2995 letture

Il respiro di Plutone

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Nere le ali nero il volo d'Ecate del mio cuore. Ed era il fiele, il respiro di Plutone a segnare i passi ed a rendere le notti nere come lievi inganni, terre velenose da sopprimere in muschi e lenzuoli d'ira, finché non scendevano le ombre a consolare. Io mi perdevo fra le cose e non sentivo che il buio dentro a quel letto eterno che mi faceva lasciare tutto e poi ritrovare i miei cieli, le cose funebri che luce non avevano, se non fra le mura in forma di culla. I sogni, i baratri, i tanti affanni che il cielo consumava fra antiche radure a perdere e nei dannati inferni del mio cuore malato, ad adorare drappelli di demoni sacrificati al male di un fuoco enorme fra le mie forme. Era il respiro di un dardo scagliato a vuoto che eppure colpiva nella sua inutile corsa a languire, nella sua breve vita dedicata al furore. Rabbia di me che non sapevo e tremavo, scagliavo senza più meta e sole, senza parole. Finché non scendevano nuvole e rovine a disperdere il male, a rendere disperazione a me, alle mie nere ali d'Ecate.
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Stefano Drakul Canepa
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