Un giorno come un altro
Non so guarire da questa malattia
dall’impudico scempio
che infetta e declina
ciò che rimane della mia ragione
il pensiero
inchiodato al tuo volto che abusa
ai tuoi folli respiri
battenti
sui miei desideri incessanti
un pensiero
tenuto alla catena
che gira
intorno alla mia aura persa
accompagnando giorni
che passano lenti
gravidi della tua mancanza
vorrei scucire il respiro
dalla bocca del tempo
ritrovar la parola
che mi porti il tuo fiato
per comporre melodie
e lenire questo mio male
come un bacio
che inganna l’attesa
©
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L'autore
Turan
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