Pareidolia
Guarda.
Nuvole bianche
punteggiano
il sereno azzurro
di un pomeriggio afoso,
sbuffi
di vapore
si rincorrono
veloci,
ora di qua,
ora di là.
Saltano,
giocano
e si fermano,
rifiatano
e corrono,
tengono per mano
i bimbi
distanti
dai padri
legati
alla legna
che brucia in camino,
e insieme
percorrono
i sentieri
dove,
tra le radici
di un faggio vissuto,
due amici
Vedi?
Quel cumulo
tramuta
in Lepre,
il cirro
in Cappellaio,
e tra l’erba turchese
giocano a carte.
Tra il settebello
e una scopa,
tartine e the,
Alice danza
di tazza
in tazza,
tra quella
del ghiro
e quella di fianco,
e mentre
lo scrittoio
è come il corvo
fugge
per le vie
d’Eolo
dove,
tra le radici
di un faggio vissuto,
due amici
Osserva.
L’Airone bianco
sorride
alle stelle
ebre di polvere,
saluta il Sole
voglioso
di Ponente
per incontrare
la Luna,
e attraversa danze,
giochi,
percorre vie
e sentieri.
E l’orologio
si ferma
sul volo
dell’animale
dalle candide piume
in preda
agli aliti
del Dio Liparo,
fin quando le forze
non abbandonano
ogni fibra,
e stanco,
si riposa sul ramo
di un faggio
vissuto
nell’immenso
prato azzurro,
dove,
tra le radici,
due amici
fanno l’amore
🌐
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