Mattino

Ancor una volta
l'infelice canto
stanco e stridulo
d'un nuovo giorno,
mentre la città
lentamente si desta
acre s'innalza odor
di dentrificio misto a caffè,
le scale sembrano la grigia via
verso il patibolo,
il demone del quinto piano
mi guarda, vorrebbe l'anima
da portar al signore oscuro,
da vendere al mercato
mentre il sole pigro fa capolino
su questa lastra di ghiaccio,
in cui rimane imprigionato
il tempo, un sogno interrotto
con il passo che arranca
per quattro soldi che non hanno odore,
è troppo freddo anche per le lacrime,
il cuor pompa sangue senza speranza,
la foschia confonde le ombre
e nasconde il cielo,
mi addentro in essa,
sperando di trovar via d'uscita,
tra le ansie d'un giorno qualunque
e l'attesa di tornar a sognare.
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L'autore
Miky 71
Commenti (1)
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Matteo Manigrasso4 gennaio 2012
descrive benissimo la routine "infernale" di ogni giorno che si ripete sempre uguale senza posa e inghiotte ogni speranza nel grigio della normalità.
