Il rumore del cielo
Maria Grazia Vai
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Ci siamo stati come i fili d’erba
che crescevano come noi
sulle vecchie ferite dei campi
E siamo stati innamorati della pioggia
perché i suoi rivoli pulivano
le strade sporche
L’inverno dei miei occhi
ha un cuore che ritorna al suo silenzio
vivendoti nell’ultima poesia
Aspetto sia la neve il mio destino,
la morte del mio cielo
che non legge più il tuo nome
Piovesse ancora. Piovesse
adesso. Potessi vivere
per qualche istante
ancora, uno qualunque
dei tuoi giorni,
abitandoti una goccia
del tuo, dentro il mio amore.
©
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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Francesco Rossi5 gennaio 2012
La poetessa con un misto di malinconia e grande passionalità rende chiara la bellezza dell'amore in questa bellissima poesia.
Angela Fragiacomo5 gennaio 2012
struggente, dolorosa consapevolezza d'una fine, che vorrebbe un ultimo giorno, per lavare ancora il dolore... un amore sbocciato forse dal bisogno, che ora che si spegne, lascia nuovamente al freddo... dolce incedere e malinconico... rapisce... molto molto apprezzata


