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Dialettali 11 dicembre 2006 · lettura 1 min · 3965 letture

Mi cunciditi na'grazia

Elisabetta Randazzo 763 poesie pubblicate
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Mi cunciditi vossia na'grazia Sta vaghizza ca tiniti d'unni veni? S'iddu rumpi qualchi nota di la vostra rigurusità Nu teni periculu a soi pirsunalità U me cori trema na so vista La mia carni brama puru ta la nivi s'infoca Cunciditimi nna vasatedda na sti amabili mumenti Posa li toi manuzzi ni me cianchi E fanni chi nni voi lassa da parti A toi curtisia... abbanunati na sti carni bianchi Pighiami d'ingannu ed iu m'acciungu comu sacciu Dillu amuri... dillu ca suspiri pi mia
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Questo testo riflette antiche tradizioni dell'amore tra l'uomo e la donna, in quanto la figura femminile era rispettata solo come madre e non come compagna. L'uomo si accostava alla sua donna solo per procreare senza tenerezza. Tutto questo accadeva per non perdere la dignità di maschio predominante.

L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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