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Amore 7 gennaio 2012 · lettura 1 min · 6921 letture

Nefeli (Dea delle nuvole)

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Rive di mare le tue labbra socchiuse in una nuvola Hai ceduto al senso di queste mie parole per non tornare, per non perdere mai il fiato vergine dei sogni andati a notte e infine maledire una carezza, senza fiele. Hai creduto ai passi spenti di queste sere per non lasciarti andare alle onde morte ed alle luci ritorte dei giorni ormai malati, tu che speravi in una seconda luna di sale. Ma il cielo è tramontato ad est e le nubi non hanno tempo per guardare, per pregare ancora le sfere nascoste in queste distanze. L'ombra è un vento antico che pochi sentono. Hai finito anche le tue ghirlande di pelle, e le pietre che portavi sono pallidi riflessi di un pegno mai riscattato al rosso del cuore. Non sarà l'amore ad ucciderti in queste sete. Morbide, umide nuvole di te, Nefeli negata al mare di una speranza
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Nefeli è un nome mitologico, figlia di Zeus e dea delle nuvole. Non si tratta di un riferimento ad una persona reale.

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Elena Poldan7 gennaio 2012

Devo dire che mi ha colpita questo testo che naviga sulle onde dell'evanescenza, della malinconia, dipinta con tinte rosa tuttavia, con un respiro ampio che spazia nell'immenso... c'è rimpianto e sofferenza, ma cantate con leggerezza... l'Autore si lascia trascorrere, attraversare, ma nn comprendere totalmente... Efficace!

Laura Maira7 gennaio 2012

Versi soffici e nostalgici che si spandono come profumo struggente e soave sull'animo del lettore interdetto e stupito fino alla chiusa dolce e dolorosa. Complimenti.