Voce della mia coscienza

Voce della mia coscienza,
urli piano le tue sentenze
mentre vago per i sentieri dell’ inquietudine.
Potevo dare di più
mentre coloravo il mio tempo
con le sfumature più facili dell’arcobaleno!
Forse non volevo raggirarti,
ero solo un po’ confuso!...
È vero, ho percorso distanze per sfuggirti,
per liberarmi dagli anelli che ci legano
ma ovunque posavo lo sguardo
vedevo la tua ombra
che mi seguiva insolente
per indicarmi di nuovo il passo.
Tra tante voci, che mi sussurravano verità,
la tua decisamente era inconfondibile,
l’unica capace di ferire la mia anima
quando mi perdevo nell’egoismo dell’indifferenza
e nell’indifferenza della mia sordità.
Oh schietta ed ostinata
sentinella dei miei passi esitanti,
penso, tutto sommato,
di esserti stato discreto discepolo
condannato però a rimpiangere
i mancati propositi del tempo perduto.
©
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