Ora son troppo vuota di te
Lena Orfeo
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Salvami o morte...
salvami da ciò che non torna,
dalle ore sfitte di nenie,
da lussurie di lune cantate
e mai lasciate andare...
perché io madre non so vivere senza la luce,
senza il diaframma dell'esile voce.
Troppe notti saranno di gelo!
Questa figlia protetta,
ma non abbastanza,
è già morta...
Lei così acerba,
così minuscola da rannicchiarsi in un angolo
in un avorio del mio stesso battito.
Tu o padre...
la tua forza le riempiva il sonno
e la sua colata di latte
profumava di questa madre.
Spezzato con lei,
come ramo di fuoco, cadesti sul selciato.
e l'anima mia fu tranciata per sempre
da un tufo di piombo...
Urla la casa tra mani e lacrime schiantate al suolo!
Forse una memoria fallace consola,
ma dov'è che è andata a finire l'aurora?
Giammai vivrò di me,
perché ora son troppo vuota di te...
Di te figlia mia che m'ancorasti al tuo mare
con la forza del primo vagito
di te uomo che fiutasti la mia terra
colmandola del tuo seme fruttuoso
a spargere vita tra i meandri delle prime zolle,
perché il frutto nascesse a breve
e fosse d'oro per sempre.
Non c'è vita che tragga vita
dalla mia impossibile rinuncia...
Non c'è attimo che sussista
senza la vostra presenza.
La vita vada pure avanti,
io resto dietro: son già morta!
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