L'orlo del temporale
Quando mi sono accorto
che il vento iniziava a soffiare
ho chiuso le finestre
e cominciato ad aspettare
Quando ho sentito l'urlo
del vento sopra il mare
ho serrato le vele
e continuato ad aspettare
Quando la voce del vento
è diventata un ruggito
ho potuto solamente
aspettare
Quando mi son stancato
di aspettare
ho offerto il viso al vento
per farmi schiaffeggiare
Nell'alba livida
di sogni rappresi
l'attesa termina
dove comincia l'angoscia
Nel giorno mosso
da correnti statiche
dove nubi vorticano
senza ritorno
Attendo in silenzio sul molo
che germoglino
i semi del Domani
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Caterina Tagliani9 gennaio 2012
L'immagine del vento che urla... il viso offerto perché nell'attesa ...che germogli il nuovo seme... non c'è altro da fare... Spesso mi sorprendo non della profondità delle espressioni ma di un fondo di ...amarezza (nostalgia?) che traspare dalle ultime liriche pubblicate, così lontane da... Bilico Smart... la poesia è più matura e introspettiva... per questo quando il vento soffia... non resta che aspettare che sorga finalmente un domani migliore... restando comunque sempre ben saldi sulla prua del vascello... Complimenti
Duilio Martino14 maggio 2012
Come vecchio lupo di mare non posso far altro che apprezzare questa lirica che accarezza come brezza i miei ricordi... e gonfia le vele della memoria. Splendida!

