E quell'ore tornano a far sognare
lucia curiale
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Tra le pieghe di un mattino appena nato,
tra le righe di una pagina mai letta,
nel risveglio dei miei sensi mai assopiti,
nel tremore d'un ardore che non muore,
torna incredulo e alleggerito
il ricordo d'un amore.
Lo ritrovo a pie' di letto,
quando il sole appena acceso
mi colora viso e petto,
mi riaccende ogni pensiero.
Voglia assurda mi pervade,
mi lusinga quel cercare
di raggiungere il mio cuore
con un semplice cliccare.
E' sentire tutto in uno,
il completo in un abbraccio,
stringer ancora la mia vita
ad un corpo ormai ostaggio.
Carceriere innamorato
potrei per sempre diventare,
quelle ore sull'elenco
mi riportano a sognare...
I miei giorni saprei donare
ad un angelo celeste,
i suoi giorni a me legare
si' da renderlo terrestre.
E se mai volesse pure
sporcar di rosso fuoco il suo mantello,
io quell'essere divino
potrei per sempre innamorare.
Accidenti, ma che rabbia!
Cosa ancora devo fare
per convincerti a tornare?
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L'autore
lucia curiale
Nata in Puglia, Foggia, il 3 dicembre 1968. La poesia è come un'aria che muove e smuove. "E' la sorpresa, la meraviglia di un qualcosa che accade o è già accaduto ma ci appare comunque nuovo e necessita di chiarimento." (cit) La poesia è anche fiato, respiro, vita... E come tale è per tutti, è di tutti. La poesi
Commenti (1)
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Francesco Rossi13 gennaio 2012
Sempre puntuale e incisiva, in questa composizione l'attesa assume diverse sembianze che rendono la poesia un inno all'amore.

