In morte del padre
Alessandro Spirito
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Lo ritrovo in ogni angolo di silenzio
il vuoto che ha lasciato dietro sè.
Come una scia d'ombra
dietro il passo della notte
che si nutre delle mie paure.
Lo ritrovo in ogni luce che si spegne
quando, ormai stanco,
qualcuno cede al sonno
il vuoto che ha lasciato il suo posto
dentro di me.
Io accostavo la mia anima
alle sue spalle
ed era come un muro invisibile
che la morte si è portato via
lasciandomi in uno spazio
più prossimo a lei.
Sento che la mia vita ora s'incurva
sotto il peso dell'assenza
in una parabola discendente.
Non ho più compagnia
in questa disperata fuga di giorni
né cuore, né ali, né forza
per trascendere un destino
altrimenti segnato.
Lo ritrovo fuori e dentro di me
questo silenzio
che avvolge tutte le cose
in un sentiero buio
dove non ho più colore
di cui confortarmi.
Si, è stato quel silenzio
a farmi così male
a ferire la mia carne come un morso
dal dolore sordo, crudo
che mi accompagnerà sempre
in ogni luogo
del mio arrancato cammino
in una lenta emorragia
che mi sfinirà
lentamente.
lo ritrovo in ogni parola non detta
in ogni abbraccio mancato
che per rancore antico
non seppi fargli mai
come ora io vorrei.
Io non seguo che quel peso
che quel luogo insieme a lui
mi ha lasciato.
Il suo odore
mi tormenta
è nei suoi abiti
tra le sue cose
e la terra trema
sotto i miei piedi
e la sua assenza
dipinge
un sepolcro
di tenebre.
Lo ritrovo nel ricordo
di piccoli gesti
da me sempre incompresi
ed ora per me illuminanti:
restituitomi dalla morte
nella sua essenza
quell'uomo
ora è proteso su di me
nella sua verità
ed è come vederlo davvero
in una vita sospesa altrove.
Io pronuncio il suo nome
e mi racconto di lui
come per consolarmi
d'un inaccettabile addio.
Quando verrà per sollevarmi
dal peso dei miei giorni
nemmeno la morte
mi libererà dalla vita stessa
che impietosa infine ci condanna
al silenzio eterno delle emozioni.
Intorno è sempre stato
il deserto della morte
a togliermi il respiro della vita:
ora lo vedo a me più vicino.
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L'autore
Alessandro Spirito
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli18 gennaio 2012
versi quasi strazianti dove il dolore ed i rimorsi sono padroni assoluti... versi che commuovono e devono far riflettere... amare in vita e mettere da parte sempre i rancori...

