L'attesa
Ti aspetterò
sulla soglia del mio mondo
del mio tempo perso
sgranato
ricomposto in quest’attesa
ti aspetterò lontano dai rumori
dai geni impazziti
di questa società perversa
aspetterò
che tu riporti l’ali
a quest’anima mia
perché possa
tornare a cantare il suo canto
ti aspetterò al ritorno
in questo porto
dove ho ormeggiato i miei pensieri
che mai alla ricerca del tuo volto
navigarono cosi lontano
avrò mani tremanti
mi stringerò al tuo ventre
assaporando il riscatto
per quanto sia stata inutile
senza di te
questa mia vita
e poi…
poi mi dirai che m’ami
perché altro non mi serve
per vivere
©
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L'autore
Turan
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