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Donne 18 gennaio 2012 · lettura 1 min · 6229 letture

Sofferenza muta

Melina Licata 610 poesie pubblicate
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Donna dai sogni infranti anima dagli occhi tristi prigioniera di una sofferenza muta dentro una nuvola nera. Volano, bruciano, come pietre roventi fluttuando nella mente attimi consumati senza attesa, senza il dolce profumo di una rosa. Donna dallo sguardo vuoto sei immagine riflessa su uno specchio frantumato in mille pezzi come il tuo cuore e la tua anima rubata. Distesa nel tuo letto di tristezza vagando ora piangi forse demone o uomo o anima scura? che soffoca luce che toglie respiro con mani che non sanno accarezzare un corpo solo d'amare. Cuore gelido demone o uomo? solo un essere immondo da dimenticare per ritornare a vivere e sognare...
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

No!!!!! a qualsiasi forma di violenza sulle donne... fisica o psicologica che sia...

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Melina Licata
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Commenti (8)

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Michelangelo La Rocca18 gennaio 2012

La sofferenza, quando vola sulle magiche ali di versi così delicati e leggeri, non mai è mai muta, ma è loquace, tanto loquace e parla soprattutto ai cuori aperti; quei cuori che non vedono l'ora di farti annusare l'irresistibile e dolce profumo di una rosa!

Lidia Filippi18 gennaio 2012

Parole che lasciano sentire la grande sofferenza di una donna che ha subito violenze e anche un barlume di speranza per una vita migliore. Molto bella, complimenti!

C

certi uomini sembrano nati solo per ferire, lirica molto apprezzata

L
Luisa Pira18 gennaio 2012

Bellissimi versi, colmi dell’ amara tristezza di una donna, la cui vita senz’amore imprigiona e soffoca l’anima, come una nuvola nera.

Eleuterio Cimini20 gennaio 2012

un canto triste racchiuso in parole che colpiscono nel profondo... grazie!

Paola Paolina Segatto22 gennaio 2012

L'amore distrutto cadendo dal dolore, impera il tormento di un'amore perduto. ...Che imprigiona l'anima senza respiro e muore. Una Lirica interessante che incorona l'amore nero. Vivissimi complimenti

Paola Vigilante25 novembre 2012

Essere vittima di violenza comporta tutta una serie di stati d'animo che vanno dalla tristezza allo sconforto, dalla perdita della propria identità ferita e frantumata al rinchiudersi in sé stesse per la paura delle conseguenze di fronte ad un eventuale propria reazione. Nella chiusa un'ottimistica risposta, riuscire ad abbandonare la causa di tanto dolore provocato gratuitamente nell'animo di una donna che dovrebbe essere soltanto rispettata ed amata. Profondamente sentita, fa riflettere.

Il dramma interiore della solitudine, dell'abbandono doloroso che blinda e soffoca murando le ali di legittimi desideri e speranze di vita è spesso la condizione silenziosamente lacerante che devono subire molte donne vittime succubi di un amore deforme e malato ... lirica intensa e stilisticamente ricercata, dai toni disillusi che aprono comunque uno spiraglio a nuovi sogni possibili