Goccia di un oceano
Enrico Arlandini
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Guizzano
nel mare aperto del nostro essere
pesci colorati di ogni razza;
a tratti restano appesi all'amo
sottile della nostra mente
che li porta in superficie.
Si dibattono vivaci,
pronti a distillare,
un po' per volta,
frammenti del loro essere.
A volte, lievi e delicati,
accarezzano la nostra mente
come teneri amanti;
altre ancora mordono,
cogliendoci alla sprovvista, impreparati.
L'acqua è profonda, distinguerli un impresa,
ma, se mi fosse concesso,
intingerei le dita fino a bagnarmi di loro,
fino a trovare quello che,
mai come adesso,
ho bisogno di vedermi nuotare accanto.
Non lo chiamerò con il suo nome,
perché ne ha tanti diversi,
che lo rendono così speciale,
come i momenti che soltanto lui riesce ad eternare.
Tra le sue scaglie, ad uno sguardo più attento,
scorgo due linee frastagliate che si uniscono
a formarne una sola.
Non ha nulla da temere
e sono certo abbia già compreso
che, senza altri indugi,
vorrei essere io
la sua prossima preda.
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L'autore
Enrico Arlandini
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 febbraio 2012
Ho letto con attenzione questa poesia che ha il pregio di intercalare emozioni e sentimenti in un oceano dove i pesci, metaforicamente, rivelano il ruolo principale, paragonati a pensieri che entrano ed escono dalla nostra mente. Bella composizione.

