Disordine
Come mattoni sconnessi
i battiti interni
non sono sovrapposti al sangue, vivo
ma buttati lì alla rinfusa
quasi nemmeno il singolo pulsare
d'un attimo avesse senso
Vorrei emettere un suono atavico
peggio d'un grido
forse il rumore dello spegnersi,
- o accendersi?-
del creato
Rombo che fa tremare
esplosione che fa morire
attesa che fa sperare
-quella è Silenzio, però-
e poi questo vuoto
che mi riempie le orecchie
e mi sottrae al futuro.
Oggi ti guarderò,solamente
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Commenti (2)
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Duilio Martino20 gennaio 2012
il malessere dell'anima si manifersa con questo "grido di dolore"...ed i versi raccontano il disordine interiore al quale l'autrice non sembra riuscire a porre rimedio... Chiusa molto efficace che esalta il suo dire poetico sottolineando una staticità, l'apatia che è tipica di chi sta male... dentro. SPLENDORE! da infiocchettare
Emanuele Martina20 gennaio 2012
quando il vuoto interiore si esterna con forza e distruzione, sconvolgendo l'essere e le sue sensazioni, ma bisogna essere forti, aggrapparsi a qualcuno vicino e lottare, lottare per non cedere la propria vita, e poterla riempire con affetti e persone care, lirica forte e condivisa,

