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Ribellione 20 gennaio 2012 · lettura 4 min · 2081 letture

Déprimée

Jeannine Gérard 492 poesie pubblicate
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~ * ~ ~ * ~ Seule dans ce monde similaire à un vaste naufrage, terrassée par les idées morbides dues à l'absence et à la solitude, désespérément combattue entre l’être et non être, je me sens comme loin de ma vie. Si loin que je pense même à commettre un crime... Je suis préoccupée pour ce sentiment qui m'opprime. On a tous mal quelque part quand on souffre d’ une absence. Dans la solitude, le chagrin fait la loi et petit à petit… t’apostrophe la déprime, elle se déchaîne, t’ enchaîne, t’étrangle. Ce n'est pas un coup de blues, mais un foutu désespoir, un vague à l'âme. Ce mal est devenu mon quotidien et personne n’y peut rien. Anéantie... j’ entreprends d’écrire à l’ intention de ceux qui m’ aiment une lettre d’ adieu que j'enverrai peu avant de me donner la mort dans trois jours, une semaine, un mois, un an, deux ans... jamais peut-être? Je ne sais pas! Deux feuilles et demi d’ un discours et d'une écriture d’outre- tombe mais soutenus, quasi allégro ... « Explications, remerciements, pardon sollicité, baisers, je vous aime, signature! » Et je m’ abandonne à des sanglots, de ceux qui font trépider le cœur et le brisent. Mon corps crie... j’étouffe! Déjà mon cœur a cessé de frémir dans cet abîme où je m’effondre. À la fin, soulagée peut-être d’ avoir vomi sur le papier toute ma rage et mon désespoir, je déchire les feuilles pleines de désirs funestes, pathétiques... Je me lève soudain, un goutte de sueur vole, la chaise ripe, je manque tomber... j’ai soif, à la cuisine je bois de l'eau, à la salle de bain je m'asperge le visage, aux toilettes je vomis tout mon désarroi à grand fracas. La chasse est à peine plus bruyante. . - - - - - - . DEPRESSA... . Sola in questo mondo simile a un vasto naufragio, abbattuta da idee morbose dovute all'assenza e alla solitudine, disperatamente combattuta tra l'essere e non essere, mi sento come lontano dalla mia vita. Così lontano che penso anche a commettere un crimine... Sono preoccupata per questo sentimento che m'opprima! Abbiamo tutti male da qualche parte quando si soffre di un'assenza. Nella solitudine, il dispiacere fa la legge e poco a poco... ti apostrofa la depressione, si scatena, t'incatena, ti strangola. Non è un tocco di spleen, ma una fottuta disperazione, una malinconia dell'anima. Questo male è diventato il mio quotidiano e nessuno ci può niente. Anientata... intraprendo di scrivere all'intenzione di colori che mi amano, una lettera d'addio che invierò prima di farla finita fra tre giorni, una settimana, un mese, un anno, due... forse mai? Non lo so! Due fogli e mezzo di un discorso e di una scrittura d'oltre- tomba ma sostenuti quasi allegro... "Spiegazioni, ringraziamenti, perdono sollecitato, baci, vi amo, firma!" E mi abbandono al pianto, di quello che fa vibrare il cuore e lo spezza. Il mio corpo grida... Soffoco! Già il mio cuore ha cessato di fremere in quest'abisso dove sprofondo. Infine, sollevata forse per avere vomitato sulla carta tutta la mia rabbia e la mia disperazione, lacero i fogli pieni di desideri funesti, patetici. Mi alzo all'improvviso, una goccia di sudore vola, la sedia slitta, quasi cado... Ho sete, alla cucina bevo acqua. Nel bagno mi spruzzo in viso. Alla toilette, vomito tutto la mia disperazione a gran fracasso. Lo sciacquone è appena più fragoroso. ~ * ~ ~ * ~
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Depressione, malattia terribile. Nessuno può capirne la drammaticità se non l'ha provata sulla propria pelle… malattia del malessere. Si cade nell’abisso senza più risalire da quel pozzo infernale senza l'aiuto di qualcuno che ti ama.

L'autore
Jeannine Gérard
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Commenti (1)

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molto profonda severa ed indicativa... POESIA che penetra... complimenti