Infinito
Serena Dandy Tiano
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Non necessito
di quella siepe
che del caro collega
fu fulcro d'ispirazione,
musa prediletta.
Distibuisco agli occhi miei
la visione del mio infinito.
Un vascello naviga
e il mio cuore viaggia
altrove.
S'infrange l'odore di schiuma,
le eliche ne fanno libellula,
imponente
e leggera.
Percepisco la brezza
sul viso
e quel margine d'incertezza
nel gridare "terra!".
Tocco con mano
l'amore di un capitano,
la dedizione dei marinai.
Si allontana...
Sparisce.
Perché torna il buio
se un istante fa
riuscivo a solcare
il grande blu?
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Serena Dandy Tiano
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