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Sociale 22 gennaio 2012 · lettura 1 min · 2069 letture

La fame del mio piatto vuoto

Giomiri 446 poesie pubblicate
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Eccola, la fame del mio piatto vuoto che dal profondo guarda inorridita questo corpo sazio d’aria e dolore E le dita ne toccano il riflesso la bruttura informe che cela allo sguardo la perfezione effimera fatta d’ossa e lacrime ingoiate E la fame che la voce grida in silenzio si nutre del mio sangue ma la fame è antica e non s’accontenta del pane La mano rifugge la carezza sempre così lontana
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L'autore
Giomiri

Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.

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Commenti (2)

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Anna Maria Scamarda22 gennaio 2012

Profondo il concetto espresso in questi versi, su un tema sociale cosi drammatico... Bella la forma poetica.

Donatella Pezzino24 gennaio 2012

Non è il cibo nel piatto quello che placa la fame interiore... un dolore con radici profonde nell'anima che trova il suo riscatto nell'autodistruzione. Notevole lirica dove l'origine di questo male affiora in tutta la sua drammaticità. Complimenti.