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Riflessioni 23 gennaio 2012 · lettura 3 min · 1561 letture

Perché indegnamente tento la lira? Per vanità o per altro?

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giuseppe gianpaolo casarini 1474 poesie pubblicate
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Quando con la biro in mano o battendo i tasti, dimentico del Croce e credendomi poeta, o se assennato inver qual scribacchin di versi, su vuoti spazi di carte virtuali o vere i miei pensieri inchiodo, i ricordi, le speranze del passato tempo, dell’oggi o del futuro, mi domando spesso: “Perché tormenti i bianchi o gli elettronici fogli? Perché li righi, li graffi, a qual pro lo fai, quale perché? Chi vuoi che legga le tue fantasie, gli attimi, i sogni i frammenti di una vita solo tua? E se mai lette chi ti potrà capire o compatire? Sarà il tuo dolore deriso e forse poi schernito? Saranno le tue gioie lì impresse come fole viste? A chi importa sai se tu un tempo amavi Caia e quella non t’amava, se per la morte di Rufus il gatto tu piangevi e se nel veder quel giorno il tal monte di pace e di silenzi ti nutrivi? Se ieri lei t’amava e or non ti ama più? Sarebbe allora buttar via la biro più saggio come pur per sempre non sfiorare i tasti? Se di poetar smettessi o meglio di versi scribacchiare di certo non piangerebbe quella musa cara ad Ermes sia essa Calliope, Euterpe oppur la giovane Talia! Perché in questo artifizio arduo insisto? Lo spiego, primo: guai se per vanità scrivessi sì sarebbe triste! Anche ad un badilante qual io sono e non orafo di versi accade qualche volta quel momento: “ Est deus in nobis agitante calescimus illo!” Se poi nessun leggesse le mie nugae poco male: quei miei pensieri, quelle illusioni, quei rimpianti rimarrebbero non smossi e fissi come nati, lì su quei fogli a man vergati o da lento ticchettio, quindi negletti e solo a me legati, sì, solo miei! Così sarebbe anche se taluno lì soli li lasciasse dopo uno rapido sguardo e alquanto indifferente ma se agitando quei fogli con un dito o con la mano qualcuno li strappasse da questi e vi ridesse o peggio vi sputasse sopra nessun rancore, per lui vari sentire solo e contrastanti: lieto per averlo mosso al riso e allo sberleffo più lieto per una vita, la sua, di certo, bella vissuta lieve e senza affanni ma triste sarei pure per lui per quel suo spazio vuoto di rimpianti, di sussulti e di emozioni. Ai pochi che un poco in me visti si sono e conoscono o hanno conosciuto se non con Caia con Calpurnia o con Sempronia quei sentimenti strani e opposti dell’amore, a chi ha capito il pianto per l’amico gatto ed è gioioso della gioia data dagli spazi ampi e dai silenzi che nascono dai monti, un grazie quale sprone a ritentar la lira quale che sia dei critici il giudizio per cui un caldo arrivederci una volta riscoccata la scintilla!
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Leggere le ultime righe: ecco perchè!16 settembre 2013
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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Commenti (5)

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lucia curiale23 gennaio 2012

Il senso del tuo essere poeta è tutto lì, nella scintilla che scocca e muove la tua mano. Non ha un sol perchè, bensì ne ha molti. Le tue parole non son più tue dal momento in cui le scrivi o le pronunci e la tua natura non può far altro che donarle... Mi è piaciuta tanto e ha reso i miei sogni un po' più veri. Complimenti bellissima.

P
Paolo Morganti23 gennaio 2012

Sapiente descrizione di dubbi e scrupoli ci si domanda del perché si scrivono poesie e nel contempo si pongono dubbi sulla loro validità e la risposta sta nello scritto dove sentimenti, stato d'animo, amori, dolori e tutte le visioni che un essere umano dotato di forte sensibilità vengono lasciati al lettore che ne assapora i sentori ne fa suoi gli insegnamenti ed arricchiti da cotanto sapere ringrazia chi condivide una parte importante di se stesso.

C

è un piacere leggere questo autore, versi scritti con termini eruditi nello stesso tempo scorrevoli e comprensibili a tutti, poesie profonde che invitano a riflettere, mi complimento

Berta Biagini24 gennaio 2012

Devo dire che seppur molto lunghi i versi (tanto da alzare le braccia) sono scorsi talmente veloci nel seguire quanto l’autore ha gradito condividere – non è facile descrivere verità con il pennino, ci vuole una grande forza provenire dalla nostra anima. Aprezzatissima e da vivere ogni giorno onde ritrovare l'energia quando oscuramenti della vita possono invaderci.

Antonio Biancolillo24 gennaio 2012

...a qual pro...? Domanda che ognun si pone... e ognuno risponde per se stesso... ma credo che risposte certe sul perché vogliamo disegnare quei fogli in bianco con le nostre emozioni... non riusciremo mai a darle... L'uni certezza che ho... e che rileggendo le mie parole riesco ad essere più comprensivo con me stesso... e se queste emozioni riusciranno ad arrivare anche ad altri... sarà ben fatto... Uno stile dell'Autore ormai sempre più riconoscibile... sia per lessico... che per descrizione delle immagini che vuole trasmettere... e questo riesce a catturare il lettore... facendolo immergere piacevolmente nelle riflessioni e stati d'animo che il Poeta ha voluto condividere... Molto apprezzata...