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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Introspezione 24 gennaio 2012 · lettura 2 min · 4920 letture

Il mio urlo

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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In ginocchio testa china non alzo lo sguardo avvolto nel silenzio aspetto l'ennesima sfida. Evito i sospiri resto zitto osservo i miei pensieri rileggo momenti passati pianti e sorrisi di oggi e di ieri. Mi isolo dal mondo ipnotizzo i tormenti gioie e dolori sono andati fan parte della vita ritorneranno con nuove vesti con nuovi colori. Interrogo la coscienza coscienza amica coscienza per un tratto di vita accantonata coscienza che adesso mi strattona mi mette all'angolo davanti crude verità mi abbandona mi relega accantonandomi al buio mi strazia perché non merito. Coscienza mi schiaffeggi per i tanti errori per ciò che ho dentro. Nemmeno tu accetti ciò che sono quello che la mia anima vuole urlare il tormento che mi devasta. Non sentirsi totalmente vivo ma semplicemente un ibrido. Quel dubbio che avanza la paura mi pugnala semplice presenza estranea in questa vita vita che silenziosa mi sfida. Sì,questo son io un parente stretto dell'eterna sconfitta. Coscienza dicono che sei lontana dal mio cuore che non mi appartieni. Ma tu vivi in me sai come ferirmi conosci tutti i miei perché non sai mentirmi mi tieni al guinzaglio mi sfiori quando si avvicina uno sbaglio mi strattoni e allontani. Davanti nuove emozioni blocchi piedi e mani sorridi asciugando lacrime amare zittisci il mio cuore bambino svegliandomi da fantasie troppo umane. Coscienza sorella dell'anima mia non è una supplica non elemosino un sorriso. Urlo ed incido con nero inchiostro semplice malinconia. Ennesimo sfogo su bianco foglio ennesimo grido accanto al precipizio. No, io non mollo resisto e m'inchino al dolore al destino. Io uomo sognatore uomo troppo bambino...
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (28)

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P
Paolo Morganti24 gennaio 2012

autodeterminazione titanica espressa in questo howl dell'autore che ci regala una pregiata lettura molto piaciuta e condivisa. cmpl. fiocco

Sara Acireale24 gennaio 2012

Il poeta interroga la propria coscienza sul suo passato, sui vari errori commessi e ho l'impressione che sia troppo severo con se stesso...È un'interessante poesia introspettiva e sembra una continua analisi verso l'inconscio... La chiusa è un grido di ribellione "io non mollo, resisto e m'inchino al dolore, al destino"...

Pierangela Fleri24 gennaio 2012

E' quel cuore bambino che troverà la forza di ribellarsi e lottare ancora, se sono sette gli anni delle vacche magre... passeranno! E' molto ytriste questa introspezione in cui l'autore si punisce a dismisura. Ha spogliato l'anima regalando a chi legge emozione pura

Elle24 gennaio 2012

Questo silenzioso urlo è una dolce malinconia che non elemosina ma scrive... quasi impotente, davanti ad una coscienza che osserva la vita svolgersi dentro e fuori un cuore bambino. La paura fa parte della nostra esistenza... Straordinario dialogo... Apprezzatissima, Giacomo.

Grazia Denaro25 gennaio 2012

Valida poesia d'introspezione, un'analisi del proprio io, al quale chiede un po' troppo poesia bella, ben stilata che esplica un animo alquanto sensibiel. Piaciutissima.

Silvia De Angelis25 gennaio 2012

Un'autoanalisi della propria personalità, da cui traspela un forte senso di immaturità, che ha cagionato eventi spiacevoli, ancora vivi nella coscienza, titubante di un radicale cambiamento in un percorso di vita... Poesia molto apprezzata

Donatella Pezzino25 gennaio 2012

Con questo urlo angoscioso l'anima si ribella ad una coscienza severa che la mette senmpre di fronte a sè stessa, ai suoi errori, alle sue responsabilità, senza indulgenze... senza comprensione per il suo essere semplicemente umana. Splendidi e sofferti versi che apprezzo e condivido profondamente.

Cinzia Gargiulo25 gennaio 2012

Credo che i primi a doverci accettare siamo noi e finché non riusciamo a farlo non riusciamo a star bene con noi stessi... Poesia introspettiva molto intima, apprezzata.

C

una sofferta poesia che evidenzia il tormento nell'anima del poeta, avere coscienza e redicontarsi con gli errori compiuti, e soffrirne, ottima poesia complimenti

elena leica26 gennaio 2012

Stavolgente urlo interiore... malinconia che invade la coscienza di un vulnerabile animo... un dialogo apprezzatissimo. Lirica molto profonda, intensa di un valore assoluto... complimenti!

Duilio Martino26 gennaio 2012

Una splendica lirica espressa in versi che si fanno leggere con molto piacere... si giunge alla chiusa con un ritmo eccellente e la chiusa sugella in modo degno queta analisi introspettiva molto interessante. Plauso al'Autore!

L
Libera Mastropaolo26 gennaio 2012

Giacomo, no, non devi ogni volta colpevolizzarti per ciò che è stato. Sappiamo, siamo consapevoli, di avere sempre un'altra opportunità, finché c'è vita. E tu, non devi mollare, assolutamente, devi farcela! La tua poesia esterna, alla perfezione, la tua sofferenza. E' molto bella e coinvolgente, bravo!

Grazia Bianco26 gennaio 2012

un profondo viaggio nel proprio sentiero segreto, forte e sincero l'urlo dell'anima invasa1

Jade26 gennaio 2012

Ho infiocchettato e segnalato questo capolavoro introspettivo, ancora prima di commentarti, perché leggerti mi ha lasciato senza fiato. E'cosi dolorosa, così dura nella sue esposizione. Confrontarsi così a fondo con la propria Coscienza e dialogarci quasi con la ribellione dell'Anima, non è facile, perché le motivazioni del male dell'Anima, sono sempre motivazioni inconsce, inaccessibili alla nostra coscienza, dato che fanno parte del patrimonio in parte genetico, in parte ambientale che ci portiamo dietro dall'infanzia, ma tu ne hai fatto un'interpretazione coraggiosa e cristallina ed io m'inchino davvero al tuo URLO POETICO. !

Rita Cottone27 gennaio 2012

SPLENDIDA... un cammino dentro l'anima... dentro se stessi dove si cercano colpe e risposte ancora aperte, malinconia e dolore si trasformano in parole urlate per farle leggere a chi non vuole sentire. Ma nonostante la sofferenza, la voglia di vivere non cessa, la forza di lottare, di credere che ancora c' è speranza per ritrovare i sorrisi spenti in nuove emozioni... e la fiducia in se stessi... Complimenti un viaggio molto molto difficile e ben scritto.

B
Bruna Lanza27 gennaio 2012

combattere con se stessi affinché l'anima cresca più forte e vigorosa e chinare il capo davanti agli scossoni della propria coscienza, tema difficile e tu primeggi sempre

rosanna gazzaniga27 gennaio 2012

Un parente stretto dell'eterna sconfitta... parole amare che colpiscono come un pugno. Lirica introspettiva di grande livello, magnifica. Il poeta non urla, è solo il forte lamento di una sensibilità estrema, che coinvolge e sconvolge! Mi ha emozionata!

L
Luisa Pira27 gennaio 2012

Malinconica analisi introspettiva in cui il poeta, a confronto con la propria coscienza, si lascia schiaffeggiare per ciò che ha dentro, per quelli che ritiene siano i suoi tanti errori. Si sente parente stretto dell'eterna sconfitta, ma resiste e s'inchina al destino Scopre infine ciò che già sapeva: di essere un uomo sognatore troppo bambino.

elisabetta tegas27 gennaio 2012

Poesia introspettiva in cui l'anima si ribella di fronte agli errori commessi. Apprezzo e condivido questi versi che segnalo e conservo

Alessandro Spirito28 gennaio 2012

Giacomo chiunque interroghi la propria coscienza è già pulito dentro. La poesia è bellissima e ne ho capito l'intimo messaggio. Cerchiamo tutti di essere quanto più vicini a noi stessi. E' l'unica cosa che conta. Apprezzo molto le tue poesie.

M
Marco Passavanti28 gennaio 2012

un malinconico urlo e uno viaggio introspettivo davvero coinvolgente e sconvolgente... complimenti

ilaria montali28 gennaio 2012

Analitica interrogazione. L'uomo che parla con il proprio io, senza maschere, senza pretesti. Ed alla fine si accetta come tale, pur mettendo in risalto le debolezze. Complimenti per la capacità descrittiva nella forma poetica e l'intensità del messaggio.

carla composto29 gennaio 2012

profondo viaggio introspettivo nel quale l'anima, la coscienza, vengono chiamate a rispondere di momenti tristi e melanconici, nei quali ... l'urlo di liberazione si libra in alto come volo d'uccello... ma il bravo e sensibile poeta non cede continua il suo cammino, sognando a volte con il bambino che è sempre in noi, poi tornando ad esser adulto pronto a combattere nuove battaglie... lirica intensa e toccante...

EnzoL30 gennaio 2012

un testo molto coinvolgente, su tutto molto belle la penultima strofa e chiusa... complimentissimi ps: complimenti autore della settimana

Angela Fiore30 gennaio 2012

farsi mettere al muro dalla propria coscienza, ammettendo i propri errori fatti, ma guardare al futuro con occhi di speranza ribellandosi ad un destino ormai scritto!

Angela Fiore30 gennaio 2012

Angela Fragiacomo5 febbraio 2012

coscienza, come sovrastruttura sociale dell'anima o eterno conflitto tra ragione e cuore... che poi son la stessa cosa... il risultato non cambia, il conflitto interiore tra ciò che è "giusto" fare e ciò che si vorrebbe fare, e tanto più ci allontaniamo dal nostro reale sentire tanto più infelici ed irrisolti siamo, come ibridi, eternamente sconfitti... da noi stessi... paradossalmente la via della serenità è semplice, siamo noi che non vogliamo vedere...

Midesa20 febbraio 2012

meraviglioso urlo... che sento tanto mio... un guardarsi dentro che emoziona ed appassiona... tutti i miei più sentiti complimenti