Amico mio
in fianco al tuo letto
ascoltavo la tua voce
l’espressione sincera del tuo viso
e i tuoi occhi
negli occhi c’èra tutto l’attimo e il tempo
sfiorando l’esca della memoria
il tempo passato
e quel futuro che più non ti è concesso
confuso nel pulviscolo malfermo di pensieri
cercavo di dare un senso alla tua sorte
e tu consapevole stavi lì in attesa
come l’acqua brunita prima della chiusa
poi mi alzai e senza voltarmi indietro
uscii da quella porta
ritrovandomi solo a camminare
su questa terra arida
che la tua acqua più non bagna
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L'autore
Turan
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