Douce volupté
Jeannine Gérard
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~ * ~ ~ * ~
Dans l'obscurité
de ma chambre,
où nulle ombre
m'apparait…
mon corps
crie l’absence.
Je suis lasse,
je puis le dire?
Et je cherche le sommeil
dans ce lit complice
de ma tourmente.
Ô, cette envie
qui m’épuise.
Cette faim d’amour
toujours.
Ce sang qui afflue
et m’enfièvre.
Enfin,
livrée dans les bras
de Morphée
où il m'est accordé
de rêver de doux rêves,
mon désir se transforme
et prend forme.
Ô, la chaude image.
Doux est ton regard
qui se meurt
dans l’extase.
Je n'en ai jamais vu
à qui la langueur
donne tant de grâce.
Comment vaincre l’incendie
qui en moi se délivre
et grandit?
Hâte- toi mon amour
avant que s’éteigne
l’ardeur.
Vite… vite…
Ainsi,
l’un de l’autre affolés
ainsi,
roulés d’onde en onde,
de sueur inondée,
je tressaille et tressaute
en de brusques élans.
Je rends l’âme
et presque rien
ne manque encore
pour me sentir
mourir.
Ô! Délice!
Délice!
Là-dessus,
je me cache
fuyant ton regard
et d'un long baiser,
je bois ton âme
sur mes lèvres
comme le soleil
absorbe la rosée
et tout mon corps
se met à trembler.
Est- ce l'obscurité
dis…
la complice
d'une aussi douce volupté?
Alors que mon sang
bat le rappel de l’aurore
je te respire encore
et le désir me reprend…
Un feu subtil
court sur ma peau.
Ouvre tes bras
pour m’enlacer
et baise- moi encore
et encore et encore!
Que tes cris doux
me consolent.
Viens!
Apaise ma faim de plaisir
si pleine de toi.
Viens donc à moi
comme autrefois.
.
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.
Dolce voluttà
...
Nell’oscurità
della mia camera,
dove nessun’ombra
m’appare …
il mio corpo
grida l'assenza.
Sono stanca,
posso dirlo?
E cerco il sonno
in questo letto
complice
della mia tormenta.
Oh, questa voglia
che mi sfibra.
Questa fame d'amore
sempre.
Questo sangue che affluisce
e m'infervora.
Finalmente,
rapita dalle braccia
di Morfeo
dove mi è concesso
sognare dolci sogni,
il mio desiderio si trasforma
e prende forma.
Oh, la calda immagine.
Dolce è il tuo sguardo
che muore nell'estasi.
Non ne ho visto mai
a chi il languore
dà tanta grazia.
Come vincere l'incendio
che in me si solleva
e divampa?
Affrettati amore
prima che si spenga
l'ardore.
Presto... presto...
Così…
un dell'altro impazziti,
così…
srotolati d'onda in onda,
di sudore inondata,
sussulto e sobbalzo
nell'affretto slancio.
Rendo l'anima
e quasi niente
manca ancora
per sentirmi
morire.
Oh! delizia!
delizia!
Là-dessus,
mi nascondo
sfuggendo il tuo sguardo.
D'un lungo bacio,
bevo la tua anima
sulle mie labbra
come il sole
assorbe la rugiada
e tutto il mio corpo
si mette a tremare.
È l'oscurità
dimmi...
la complice
di una così dolce voluttà?
Allorché il mio sangue
batte il richiamo dell'alba
ti respiro ancora
e il desiderio mi richiama...
Un fuoco sottile
corre sulla mia pelle.
Apri le tue braccia
e stringimi,
prendimi ancora
e ancora e ancora…
I tuoi grida soavi
mi consolano.
Vieni!
Acquieta la mia fame di piacere
così piena di te.
Vieni a me dunque
come una volta.
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele24 gennaio 2012
sei splendida POETESSA e leggerti mi dona lustro per il tuo savio esposto le cui sfumature mi colgono esilandomi il cuore... in apnea di piacere... POESIA ...fantastica... complimentissimi
C
Claudio Toccafondi25 gennaio 2012
Espressione magistrale di sentimenti e desideri che si assiepano fino a stringere il cuore; bellissima lirica al contempo delicata e forte, che suscita empatia ed ammirazione. Mi inchino e mi complimento sinceramente

