Gemme
D’Epifania, d’incerto sole, in tiepida giornata,
giunge la prima Gemma tant’amata.
Brillano i suoi occhi per bontà ed amore,
di tenerezza mi riempie il cuore.
Suo lamento è dolce nota,
bel carattere denota.
La seconda, ch’è seconda in tempo,
di luce brilla più del firmamento;
lunghi capelli, grand’occhi, luminoso viso
a giugno mi perviene all’improvviso.
Tutto piglia, tira, strilla,
tutt’intorno ad ella brilla.
In un febbraio tetro, freddo e gelo
la terza, poi, calata m’è dal cielo;
di gioia sussultar fa l’alma mia
mentre m’appresto a dir l’Ave Maria.
Occhio piccolo, lucente,
sguardo fermo, intelligente.
Nell’odoroso di fiori e biancospino maggio
mi giunge all’improvviso il grand’omaggio
di quarta Gemma splendida, lucente che tra le Gemme
è Gemma delle Gemme.
Tosto pare assai carino,
un tantino birichino.
A capodanno la quinta mi compare
venuta all’improvviso a illuminare
la nera notte di fulmini percossa,
di vento e tuoni forti molto scossa.
Di furbizia mente fina
lesto offre lo spuntino. *
Cinque di Gemme splendide ho nel cuore,
ognuna d’inestimabile valore.
La vita che pur tanto m’ha deluso
in fin sì grandi beni m’ha profuso.
* Pipì in bocca all'ostetrica.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
n
Tutte le opere →
L'autore
nello vittorio maruca
l'esperienza mi ha indirizzato sulla strada dell' umilta', l'umilta' e' ora la mia forza.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!