Il girasole
Saverio Chiti
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Sto chino alla mattina
e t’aspetto
mentre nell’allegria, celebro il tuo arrivo
con un leggero inchino.
A te devo tutto,
il mio esser fiore, seppure pianta
o il nome mio, e il raccolto
ch’è l’orgoglio, nel mio desio.
Volgo in ogni angolo
il mio sguardo,
sicuro di trovarti lì
dove l’occhio, è mai bugiardo.
Alzo or la testa, sei arrivato…
baciami il viso coi tuoi fasci
farò in modo che, niente di te
nella sacralità di questo momento,
mai mi lasci.
In giocoso carosello
mi sazierò dei tuoi raggi
e vivrò intorno a te che mi sei sole,
adornando tavole imbandite
su tele colorate, porrò la mia figura
e insieme a campi di grano
sarò il simbolo, della ritrovata natura.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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