La pioggia non viene sola
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Quanta stanchezza di vivere che si sente, si è stanchi delle novità e delle brutture che hanno cancellato i valori di un tempo, credo che si era ricchi nella povertà; al contrario di oggi ... la chiusa di questa poesia mi commuove, immaginare l'arcobaleno indeciso su dove stare o che ha smarrito il suo scopo, mi da brividi, lode e plausi.
Ho appena letto uno scritto su Auschwitz, spacciato per poesia "da conservare" e notando la banalità di quella scarsa prosa e la leggerezza dei commenti, mi è tornato in mente qualcosa che merita davvero di essere conservato nella memoria: «Ma cosa credete, che non veda il filo spinato, non veda i forni, non veda il dominio della morte, sì, ma vedo anche uno spicchio di cielo, e questo spicchio di cielo ce l’ho nel cuore, e in questo spicchio di cielo che ho nel cuore io vedo libertà e bellezza... » - Etty Hillesum, Diario da Auschwitz - Subito dopo arrivo a leggere la tua profonda e interessante riflessione che, anche se tratta di un altro genere di amarezza esistenziale, mi fermo "sull'arcobaleno viandante" e penso: e ti pare poco?
Una poesia breve... ma dove succinto e pregevole è il pensiero riflessivo dell'autore. Le parole di ogni verso scavano nella memoria, là dove l'oggi non può imitarla, né raggiungerla per trarne quel qualcosa che sembrava divenisse migliore e molto gratificante. Parole viste attraverso occhi attenti e un cuore che si addolora per le ombre che offuscano la strada del domani e per quel che non si è cercato di fare per renderlo pieno di luce. La chiusa è meravigliosa e ci si incanta nel leggerla, così come bellissima e profonda è l'intera poesia. Complimenti!
Ricca di metafore nel sentire vento e tempesta in arrivo, vaga chimera nel pensare che il benessere fosse duraduro ed eterno, delusione, è stato solo un arcobaleno sfuggente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


