Italia: la speranza e l'inganno
Passavi al finestrino
lungo il viaggio degli emigranti, sorpresi
nel vederti così piena
dei colori che tessevi come fili
a segnarne il ritorno
Tra pianure libere
sotto l'azzurro e le scogliere
-fermate alle stazioni dai nomi nuovi
scritti su di un foglio a ricordare-
la fame non era dolore, ma anima
che attendeva di un sogno il fiorire
Il fiato quasi si fermava
nelle parole portate dal paesaggio
e nello sguardo
per farsi carezzare dal suo andare
Graffiava la gola come scintilla
sulla rotaia, staccava l'acqua dalle ciglia
sommergeva di altri viaggi, questo scorrere
velocemente lento
A te si stringevano le mani, magre
di amori pieni, di speranza
seminata sulle traversine
da una casa lasciata per sempre
verso un futuro che non sarà mai: Stato
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Commenti (1)
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Maria Rita Scasciafratti28 gennaio 2012
Versi che aprono una finestra di immagini che rimangono impresse nell'anima come inchiostro, penetrando fino alle pieghe più recondite... una lettura soave e piacevole come lo sfogliare le pagine di un libro.
