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Uomini 29 gennaio 2012 · lettura 2 min · 3351 letture

Pokermania!

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Eran quattro grandi amiconi, all’apparir quattro beoni, coll’unico scopo in questa vita ria, di spassarsela ogni sera all’osteria a bere e mangiare, poi giocare ed ancor bere e fumare fino a tarda ora, fino al giunger dell’aurora. Sempre in allegria ma in perniciosa compagnia di quello spietato male assai ferale: POKERMANIA! I nostri trascorser la vita grama del consumato giocatore, senza altro scopo, senza amore, sol perenne batticuore per colpi di scena e meraviglie, fatti gravi e non quisquiglie che m’appresto a raccontare e che accaddero, è normale, in un luogo clandestino, ma come tutti sanno, qui vicino, ove li attendeva il lor misero destino. Fu una notte assai solenne ed or vi narro ciò che avvenne. Al tavolo verde s’accostò un intruso che al gioco si diceva poco uso, perdendo a dritta e manca denaro sfuso, ritirato fresco fresco dalla banca. Ma all’ultima mano ognun dei nostri amici, oh lor lassi ed infelici, aveva fatto poker e un di loro perfino d’assi! Con grande smania in petto, case, ville, alberghi e pensioni, e persin liquidazioni si giocaron tutto di botto, perché ognun di loro, in cuor suo, pensava d’aver fatto un terno al lotto. Ciò che ai nostri fu fatale, scherzi a parte, fu che l’ignoto intruso, nel scoprir le proprie carte, e a brutto muso, esibì una piccola scala a fiore ...ma tutta d’un colore: SCALA REALE! Sì sa che al tavolo verde c’è l’un che vince e l’altro perde, ma a cominciar da quello col poker d’asso, via via, a ciascun di loro prese un rapido collasso, restando al tavolo morti stecchiti, come un sasso. In seguito fu molto amaro lo scoprir che a razziar tutti quei beni e il vil denaro fu un infingardo e ricercato baro. Ognun dei quattro, fatto fesso come pesce lesso, ignaro. Tuttavia i nostri eroi, nonostante il grande parapiglia e lo scombussolato dolor della famiglia, furon seppelliti con gli onori, però, sulle tombe, per scaramanzia nessuno dei parenti pose fiori ma sol tre carte a picche e una a cuori!
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Ispirata ad un fatto realmente accaduto in provincia di Cosenza nei primi anni ‘80: in una mano di poker un albergatore si giocò l’hotel costato al padre una vita di sacrifici; lui aveva poker d’assi, l’avversario scala reale. La gente diceva che il malcapitato era stato vittima di una combine. In quel caso, fortunatamente, nessuno ci restò secco; evidentemente erano tutti di buon cuore!

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (2)

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Rita Minniti31 gennaio 2012

L'autore riesce sempre ad entusiasmare chi lo legge con questi suoi testi così precisi, così ironici ma soprattutto così ben scritti. E' un piacere leggere questa sua... talmente un piacere che alla fine si ricomincia a leggerla per coglierne maggiori sfumature. Elegante nello stile e nel modo di far poesia. Complimenti!

C
Colomba1 febbraio 2012

La poesia è storia, realtà,ricordi e fantasia, in questi versi ci sono tutti gli ingredienti, un vivo e chiaro ricordo di un fatto realmente accaduto, pokermania, con stile e versatilità,dono del pota, ci descrive la patologia del gioco, purtroppo è sempre attuale.