Uomini
29 gennaio 2012
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Pokermania!

Eran quattro grandi amiconi,
all’apparir quattro beoni,
coll’unico scopo in questa vita ria,
di spassarsela ogni sera all’osteria
a bere e mangiare, poi giocare
ed ancor bere e fumare
fino a tarda ora,
fino al giunger dell’aurora.
Sempre in allegria
ma in perniciosa compagnia
di quello spietato male
assai ferale: POKERMANIA!
I nostri trascorser
la vita grama
del consumato giocatore,
senza altro scopo,
senza amore,
sol perenne batticuore
per colpi di scena
e meraviglie,
fatti gravi e non quisquiglie
che m’appresto a raccontare
e che accaddero,
è normale,
in un luogo clandestino,
ma come tutti sanno,
qui vicino,
ove li attendeva
il lor misero destino.
Fu una notte assai solenne
ed or vi narro ciò che avvenne.
Al tavolo verde s’accostò un intruso
che al gioco si diceva poco uso,
perdendo a dritta e manca
denaro sfuso, ritirato
fresco fresco dalla banca.
Ma all’ultima mano
ognun dei nostri amici,
oh lor lassi ed infelici,
aveva fatto poker
e un di loro perfino d’assi!
Con grande smania in petto,
case, ville, alberghi e pensioni,
e persin liquidazioni
si giocaron tutto di botto,
perché ognun di loro,
in cuor suo,
pensava d’aver fatto
un terno al lotto.
Ciò che ai nostri fu fatale,
scherzi a parte,
fu che l’ignoto intruso,
nel scoprir le proprie carte,
e a brutto muso,
esibì una piccola scala a fiore
...ma tutta d’un colore:
SCALA REALE!
Sì sa che al tavolo verde
c’è l’un che vince
e l’altro perde,
ma a cominciar da quello
col poker d’asso,
via via, a ciascun di loro
prese un rapido collasso,
restando al tavolo
morti stecchiti,
come un sasso.
In seguito fu molto amaro
lo scoprir che a razziar
tutti quei beni e il vil denaro
fu un infingardo e ricercato baro.
Ognun dei quattro,
fatto fesso come pesce lesso,
ignaro.
Tuttavia i nostri eroi,
nonostante il grande parapiglia
e lo scombussolato
dolor della famiglia,
furon seppelliti con gli onori,
però, sulle tombe, per scaramanzia
nessuno dei parenti pose fiori
ma sol tre carte a picche
e una a cuori!
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