Senza titolo
O passero vagante
tra gli aguzzi accesi
la sagoma del tuo vizio
passa sperante.
L'ossessione dei cori
raccolti dallo sguardo mite
di quella Napoli
ideata dalle tue gesta.
O Troisi
dolci movimenti ti vestono
senza previsione al tuo successo
di lacrime e sorrisi.
O Massimo sei un gigante
al sentir stridulare il tuo chiasso
il cuor si dilata arrossato e ardente
dalla passione galante.
O postino
tra le acque del Mezzogiorno
fingendo l'ignoranza dinnanzi al tuo Neruda
osservi il mattino.
Quel berretto
ancora un po' stretto
a segnar l'umiltà astratta
senza ragion di esserci.
Molti soci odierni
si inchinano scovando il tuo lume
visionandoti con l'abile maestria
di un curatore dello schermo.
Fresche verba al tuo riguardo
fissando un legame poco ecquiparato
quasi straziante
ma distante da quel Dante.
Tra gli orizzonti
gli abissi rifugiati
il tuo confine giace
imitando i tuoi nati
divulgandoli nella crosta a noi lontana.
Senza virtù
sarai l'innominato
senza clemenza
sarai schivo
negando il voler tuo
acclamante agli occhi altrui.
La mia stesura informale
anche affine
è giunta senza indiscrezione
verso l'idolo del mio buio.
Quel graffio
quasi accennato
nel trio competitivo
fa chinare il capo.
O Troisi
l'espressione del tuo volto
mi trafuga in testa
e i tuoi toni mi rendono complice.
O Attore
la tua pellicola penetrante
lascia speranza e volontà vitale
senza faticare.
O benefattore
il tuo bianco schiacciante
incupisce
il pensiero dell'addio eterno.
©
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