Intazzata nera
Lunabionda Valentina Di Caro
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Pendulo è il cielo che non cade
cadente è questa notte che non cede
e questa luna maledetta che non vede
ma chiede... ancora sedimenti e tazze
Son disturbata da una pulce al labirinto
barcollo nei miei mezzi caffèlatte
lascio alla colazione il tempo
di un imprinting di reinnamoramento... di me
Mi sorbisco a cucchiaiate molli
tra un cereale al miele e segale al fiele
indosso un mezzo stivale stile libero
con un'evidente inglobante cerniera... fino al collo
E non solo ne ho fino ai capelli
ma ne ho da regalare al miglior barbiere
che fra un taglio e l'altro ritrovi i miei pensieri
e li rada come farebbe un bulldozer
con un disarmato campo d'ortiche
mi tappo il naso fintanto che resto a galla
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Commenti (2)
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alessandro mazzeo31 gennaio 2012
Intelligente metafora della vita, in una poesia che ci regala immagini particolari ed ingegnose insieme a proprietà di linguaggio. Complimenti sinceri.
Aldo Bilato31 gennaio 2012
tosta e molto musicale, questa invettiva condita da metafore al fulmicotone... complimenti!


