Segmenti d'incenso
Elena Poldan
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tumulo scorie
di memorie
in giorni di neve
è funesto questo abbaglio di mezzogiorno
mi smarrisco in luce assoluta
sulla scia d’orme bianche
disseminato il cammino di cipressi
è d’acciaio
questo nervo che recide i passi
nero il collasso dentro ansie d’asfalto
persa nei dintorni d’una morte
lenta
dimenavo miasmi infernali
nel guado d’un infante incompiuto
adesso stringi i denti
in questo inverno che non passa
di cemento i respiri
che scuoiano domani
ancora rinvengo
tra angosce di fiele
detriti di ieri
segmenti imperfetti
di te che dondoli il presente
camuffandoti d’incenso
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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alessandro mazzeo31 gennaio 2012
Una poesia dotata di grande forza espressiva che evoca immagini vive e molto ben scritta.
Garbofania1 febbraio 2012
E' nell'angosia dell'esistenza, nella oppressiva quotidianità, che vorrei accompagnare l'Autrice e sollevarLe il cammino. Tra il cemento delle strade e delle menti è la pesantezza dell'esistere che attanaglia la gola. Atmosfera noir e molto coinvolgente. Bella!


