Astinenza

Mi percorri lasciando il segno
come la scia di una lumaca
evidenziando il chiaro disegno
graffito, d'inquietudine ancor non svelata.
Resta con la carne, in conflitto la mente
ma nulla blocca pur se si turba
con falso pudore il viso s'offende
e mascherato da sogno, il pensier si masturba.
Scivolando continui il tuo ratto antico
con serpentina e sinuosa arte
violi il mio intimo fingendoti amico
e poi da dentro spalanchi le porte.
Plani tra sbuffi come soffice organza
poi abbandoni in sospeso il mio gemito
e come preso da sconvolgente astinenza
ti oblii con la dose che ti da un altro fremito.
Sei come l'onda che la spiaggia denuda
e poi si rende in miscela d'aurora
rubi quei brividi che il mio corpo trasuda
poi mi rivesti miscelando i miei "ancora".
©
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