Escogitazioni
Francesco Giardina
243 poesie pubblicate
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Rammendo come incantatore
di umili vesti
le membra esauste dell'amor
ho visto lingue salate
e bocche giganti
avvelenar di sabbie mobili
le piante sagge della fratellanza
impantanati stiamo in poltiglie di sonno
allunghiamo il passo appena oltre le stelle
ma del paradiso perduto nessuna traccia.
Così desti ogni dì
chiudiamo gli occhi appena svegli
le allegoriche simulazioni del nostro apparir
sono un punto appeso
tra la vita e la morte.
Escogitiamo e nulla sappiamo dell'attimo
che ci sussurra.
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
Commenti (2)
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Rita Stanzione3 febbraio 2012
L'apparir ci rende ciechi e chiusi in gusci - vuoti - Apprezzatissima ribellione poetica, scritta ottimamente.
C
Citarei Loretta Margherita3 febbraio 2012
una bella poesia di denuncia, condivisa appieno, apprezzatissima

