Cantami ancora
tu che tenti invano
d’asciugarmi dagli occhi il pianto amaro
che mi racconti
che sopra il mio cielo
anche se rotto dall’ombre
il sol s’aggira
tu
o dolce cantrice
che invano cerchi
com’io fossi un’irta rupe
di farmi alzare in alto
la petrosa fronte
come se tu fossi
il fiore di montagna
che sulla mia pietra
ha infisso le radici
che il vento scuote
mentre accarezza le pendici
tu
che ad ogni alba canti
come fossi un mattino
che chiama un sole
addormentato e spento
per dar calore
al viaggio
di questo peregrin smarrito
©
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L'autore
Turan
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