Memorie gelate
Lenta silenziosa,
leggera come soffio di cielo
neve.
S' acqueta la campagna.
La collina ammantata
appena di nebbia velata, pare galleggi
sospesa,
i filari appesi alla brina gelata.
Riposa l'ovile
e la stalla.
L'orma mia si perde
ad ogni passo si cancella.
Non un suono.
Lo sguardo s'allaga di bianco
senza confine
tra cielo e terra senza fine.
Odore di legna,
profumo di casa respiro nell'aria
dal freddo rappresa.
Sentore di cose perdute
forse mai vissute:
occhi di bimbi accesi
gote di rosa appena soffuse,
il crepitio della fiamma
che danza nel camino
e vicino, lì nella stalla,
il nitrito del puledrino
accanto alla sua mamma.
L'occhio s'appanna...
Nel mio passo riprendo il filo d'un ricordo
forse sopito.
La memoria non m'inganna:
eri tu che mi cullavi
una ninna nanna
cantavi
e tra le tue braccia calde
mi addormentavi.
Il pianto della civetta
colora questa notte
dal bianco schiarita,
in compagnia delle memorie.
Della mia vita.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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