Logorroica

Velocità paurosa nel suo parlare
Strillava la sua ninfomania per la vita
eppure sprovvista di volto.
L’altare della discordia placava la sua ira
amara la medicina con cui si curano tutti i mali
bollente l’acqua dell’inferno.
Dalla sua schiena inarcata
nascevano i nervi più sublimi,
eccitavano la mia voglia di abbandono.
Logorroico stridore dei suoi denti
sull’acciaio della sua prigionia.
Son morte le tue dita
regalate per compendio al pianista derelitto.
Ma mai compresi il tuo narcisismo
eppure così appagata dal tuo corpo
me ne stavo.
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Commenti (1)
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Francesca Urbix8 febbraio 2012
"mai compresi il tuo narcisismo eppure cosi appagata dal tuo corpo me ne stavo" intesa e profonda, in particolare quest'ultimo verso mi lascia riflettere sul bisogno di un amore non più lussurioso ma che appaga tutti i sensi anche quelli nascosti in fondo al cuore ...