Tutto trae il tempo
Alessandro Spirito
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E già mi vedo disteso sul giaciglio di morte
che gelido accompagna il mio ultimo respiro
che s’inerpica sull’ultimo raggio di sole.
E mi sovviene un buio vuoto
che cancella ogni fede, ogni speranza.
Ed il Nulla si proietta nel presente
ingigantendo il mio silenzio
a ricordar che se respiro, vedo, penso, vivo,
è perché il mio destino è segnato da un confine:
da una linea di morte.
E già mi vedo contare i miei ultimi istanti
a pensare che tutto trae il tempo, inesorabile.
E riscopro la mia prigionia in un termine finito
che si congiunge con estremi eterni.
E mi dibatto in gabbia come selvaggio animale ferito:
come cieco batto le mie ossa contro muri di cemento.
E già mi vedo morire lasciando nella luce
un ricordo segnato dal tempo, le mie illusioni.
E sarà come se tempo e spazio non fossero mai stati.
Sotto la pelle disegna un teschio il mio terrore
ed i miei occhi non vedono né luce né tenebre.
E già sento le mie ossa scricchiolare sinistre
la loro macabra danza, e il mio cuore
battere forte sull’anima.
Immagino l’eterno silenzio
che seguirà la sua breve, inutile, affannosa
corsa di disperati battiti
dove non avrò più giorni da contare
nel buio remoto che non avrà più voce.
©
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L'autore
Alessandro Spirito
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli9 febbraio 2012
versi profondi... pensieri figli della consapevolezza dell'anima ...della sensibilità che non si ferma a sognare solamente... anima dell'autore che si prepara al momento che prima op poi arriverà per tutti... stile corretto e forma apprezzati per versi d'impatto ...versi non facili da accettare ma realistici... complimenti per l'argomento trattato...

