Mesto è l'inverno
La mente suggerisce sol tristezza,
sarà il cielo plumbeo
i pensieri sono mesti.
L'alba non apre l'orizzonte
è la sua luce rimane dietro al colle,
fosca l'aria silenziosa ovatta
il passo del viandante in talco bianco,
lascia traccia
Sale nube grigia dai comignoli
tra neve i bianchi tetti emanano
lucror di gelo all'osso
e alle case.
Cade la neve
e aleggia come velo al vento
tra scrollar d'ali e piume al gelo.
Su rami pesante coltre
e ghiaccioli appesi come orpelli.
Sprezza l'inverno la gioia della luce
e sole pare trattener l'ardore,
bianco lampione di spento abbaglio
trafora il cielo
ma non manda calore.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Maria Rosy
Sono nata in provincia di NA.A 10anni ci siamo trasferiti a GE.perché mio padre essendo marittimo con le navi faceva spesso scalo in questa meravigliosa città.Vi ho vissuto per 35anni:tutta la fanciullezza e oltre.Poi mi sono trasferita in provincia di BS.Qui vivo e sono ormai nonna e pensionata.Cosa dire di me? Parlo
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia8 febbraio 2012
Il gelo penetra nei cuori che non sanno riscaldarsi ...Immagini di un mesto silente inverno dove la natura è spettatrice come noi. I passi sono frettolosi e tutto sempra raccolto in un pesante torpore. Belle espressioni e impressioni. Letta con piacere.