Spremute di fede
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Quante volte sono arrivata a questa riflessione! Quando stiamo bene, raramente ci ricordiamo di Dio. Ma mi piace immaginare che, nelle prime sei strofe sia racchiusa una sorta di pedagogia Divina, mediante la quale, soffrendo, si possa riuscire a mettere da parte un po' d'orgoglio, e riallacciare un minimo dialogo con quel qualcosa di spirituale che alberga ancora in noi. Si possa perdere un po' di onnipotenza e aquistare quell'umiltà che ci faccia tendere la mano, alzare lo sguardo, mettere davanti a quell'io... io... io... una D...
Invece io penso che sia proprio il fatto che si creda in un dio qualsiasi la disgrazia dell'umanità. Non proseguo oltre altrimenti avrei bisogno di qualche ora di tempo. Quello che intendo è che c'è in questa poesia un richiamo alla ragione e al buon senso, in un mondo ateo tutti sarebbero uguali e liberi, nel rispetto delle libertà altrui, anche quella di credere negli spiriti, senza però imporre agli altri le proprie convinzioni. In questi giorni le isole maldive insegnano e confermano le mie parole, la loro partenza è sempre la stessa Abramo...

