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Sociale 9 febbraio 2012 · lettura 1 min · 3221 letture

Una sposa bambina di casa nostra

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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Convitati di pietra indugiavano sulla soglia del tempio, lividi come il sol che muore ingoiato dai monti, statici come lancette d’un orologio rotto, muti come sepolcrale silenzio imbevuto di pianto. Qualcuno chiese, qualcuno rise, qualcuno disse che non s’avea da fare. Lei aveva tredici anni e portava in grembo la sua dolce creatura. Lui l’aveva conosciuta al mare e tremava di paura.
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Una bimba yemenita, data in sposa all’età di tredici anni, è morta ad Hajjah, città a nord di Sana’a, dopo soli tre giorni di matrimonio. Secondo quanto denuncia un’organizzazione yemenita per i diritti umani, citata dal giornale arabo ‘al- Quds al- Arabi’, dal referto medico si evince che la giovanissima sposa sia deceduta «per lesioni gravissime all’apparato genitale, che hanno portato ad emorragie fatali».

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (1)

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Colomba9 febbraio 2012

La donna, creatura, sensibile, intelligente, destinata alla maternità,dando felice vita alla vita per il dolce mistero dell'infinito, in certi paesi, privi di civiltà,è considerata una schiava, o peggio uno strumento da divertimento per l'uomo, altro che il buio medievo!!!Una cultura barbara, tutti consenzienti, genitori e parenti, nessuno reclama la morte, quanti secoli devono passare, per riconoscere la donna uguale all'uomo????