La strage degli Innocenti
Quattro mesi,
solo una stagione
piccoli di passero vivono di più
-liberi-
E tu, piccina
vagivi
non per chiedere il latte
ma per supplicare requie
dalle torture
oggi sfiori i miei sogni
con una manina
senza più dita
il palmo mi sembra ancora caldo
infuoca di Dolore insopportabile
il petto mio
che s'oscura e si riempie
come dopo il parto
-ma versa sangue-
sulla tua bocca che grida
e grida
e grida
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Commenti (2)
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Marina Como10 febbraio 2012
Da un cuore che sgorga sangue, batte il mea- culpa. Molto colpita dalla chiusa.
Emanuele Strada15 febbraio 2012
Delicate parole per una tragedia devastante, poesie come questa hanno il compito di incidere nell'anima; magnifico lavoro, complimenti alla tua poesia Benedetta.
