Destino ameba
Rivoli di tuoi pensieri
scendevano
lungo il mio torace insonne.
Durante
sogni deformi,
sbavati in appunti d’eterno.
Cedevo il mio tempo
e l’intimo
ad un informe fato.
Nel letto assettato
da un “poi” scolpito.
Che induceva a crogiolarmi
ancora
nei tuoi occhi fermi.
Davvero credevi alla sacralità della mia vulva?
Non ero banale esperimento,
dunque,
dai lineamenti di qualunque viso.
Ma alternativa valida.
Mentre sorridevo,
di un sorriso smesso.
Con la stessa andatura diluita
della tua promessa.
La nostra bellezza incompiuta,
quando rinunciavo
soltanto per stringerti.
Almeno una volta.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Amara11 febbraio 2012
...magari perfettible e con qualche aggettivo di troppo... ma non da portfolio... proprio no... è bella...

