Gli strati si assottigliano ancora
Gianpiero De Tomi
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Da quando il morbido panno
sfiora antiche miserie, non amo
che pochi frammenti del giorno
che scivolano lungo il tramonto.
Forse l'araldica del volto muta
al sorgere di ogni sentimento
polveri auree che si annidano
sulla roccia, dell'aquila immobile
in alte considerazioni nascosta
dove poche, accerchiate sillabe
ancora scendono ondeggiano
nell'aria ormai satura di gelo.
Gli strati si assottigliano ancora
sempre più profondo il taglio
sempre più precisa la mano
all'origine intima dell'ombra.
Ed assediate, le dure radici
mutano in esili filamenti
nel raccogliere, stridendo
i resti del corpo sommerso.
©
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Gianpiero De Tomi
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