A mia figlia (ciò che ti lascio)

Si avvicina il giorno
quando vecchio e stanco
gravato
dal peso della mia bisaccia
cercherò
per l’ultima volta la tua mano
avrò occhi color cielo
per attraversare le nostre angosce
e ritrovarsi nudi
liberati da veli laceri di ipocrisie
che abbiamo raccolto in questa vita
lo farò
con il sorriso di chi
ha attraversato tutte le stagioni
di chi è cambiato
con il mutar del tempo
ti consegnerò la mia bisaccia
piena di errori e seme d’amore
getterai via
tutto ciò che ho raccolto di sbagliato
e seminerai nel tuo cammino
tutto l’amore
che ci avrai trovato
©
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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P
Poeta Mario Arena11 febbraio 2012
Davvero toccante. Si può dire che la si vive mentre se ne assaporano i passi, uno ad uno. Grazie per queste righe.
a
annuska romano11 febbraio 2012
Emozionante questa tua. E' pesante la bisaccia della vita, lo scorrere delle stagioni, il tempo che scorre inesorabilmente e non ha pietà.Seminare bene, sterminare la gramigna dal ns. cammino e trovare sempre frutti buoni da poter raccogliere e assaporare. Complimenti x i versi. Bravo!
