L' ultimo sguardo
Stefano Drakul Canepa
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Nebbie gentili
quelle carezze nere
prima di sera
Forse era quell'ultimo sguardo che mi aveva ucciso,
quell'ultimo gesto fatto tanto per non offendere
e lasciare dietro alla porta i miei ultimi passi,
senza vedere la mia delusione morire pian piano.
Forse erano le poche parole, quel dare piacere
senza un freno ma anche senza amore, quel tremare
di un tramonto appena nato e lasciato scomparire
dietro alle finestre chiuse, senza una luce ed un calore.
Non era il tuo corpo a negarsi ma erano gli occhi,
le ombre della sera rivolte verso il pavimento
appena pulito e lucidato dalle poche lacrime celate,
da quei pochi dolori tenuti appesi ai nostri giorni lieti.
Perché arriva sempre un giorno, arriva sempre
un mattino di nebbia fatto per dimenticare le tante notti,
arriva sempre un sole per nascondere le nuvole
in uno scrigno, in un cassetto da non aprire più a nessuno.
Per seppellire quello sguardo in una tomba di buio.
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Stefano Drakul Canepa
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