Stella Cadente
estro non diede beltà
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Bianco fiore profumato,
mai colto,
vento di mare salato,
sul mio volto,
pelle ambrata, rorida di sudore,
occhi azzurri, abbaglianti in una notte senza pudore,
piccole labbra,
rosse,
il colore del mio dolore,
nuda t'allontani, sulla sabbia scura, sorridendo, impaurita,
dal mio anelito divino,
non sono riuscito, mia amata,
a sottrarti al tuo destino.
Sei una porzione dell'anima mia, sfuggita,
in una notte di luna nera, come impalpabile brezza,
dalla mia bocca aperta,
mentre,
sognavo del mondo la bellezza.
Calda, spessa, coltre per il mio gelido inverno,
sei la mia stella cadente,
desiderio eterno,
scintillante scia, nel cielo stellato della Calabria mia.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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Adoro le poesie d’amore,è carente il quotidiano! Mv (Maria Vittoria Spinoso)
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