Sperma miracolato
Emanuele Strada
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L'anima mia braccata,
dagli sguardi morti nel vento;
davanti all'iniqua umanità,
ha solo un fiammifero
come un rametto di vanità,
per far luce
in questi tempi epici.
In fondo ad una camera chiusa,
ascolto la dolcezza della sera,
farsi muta.
La notte,
con il suo corteo di disgrazie,
come un battello naufragato
nelle sue profondità;
entra nella stanza.
Basso il cielo
sulla cima degli alberi,
basso il cielo
nei meandri del mio cuore
e nell'inverno del mio silenzio.
Ho visto fiori neri
falciati al chiar di luna,
ho visto una moltitudine di nuvole
sorvolare gli orrori;
e il mare battezzare,
di urli la terra.
Consapevolezza d'esser
sperma miracolato,
io sono,
il soffio.
Aspra la lotta,
lunga la notte,
la morte rinviata.
Domani, la speranza
e nel cielo un lutto;
nel singhiozzo disperato del vento.
L'alba piangerà d'un rantolo infinito,
al primo sorriso,
del sole nuovo
percorrerò il mio destino,
conquisterò gli anni e il tempo
e non lascerò nulla d'intentato.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Alessio Falaschi18 febbraio 2012
nea cne un commento? molto bella, una poesia da leggere e rileggere che conservo... e non mi piace elogiare

