Non c'è più ciccia su quest'osso
Mordi vita
affonda i tuoi canini
solo la tua rabbia
puoi saziare
non c’è più ciccia
su quest’osso
per placare la tua fame
solo la notte
mi ripara dai tuoi assalti
nascondendomi
nel silenzio dei miei pensieri
con l’inquietudine
che mi raggiunga
troppo presto l’alba
e mi aggredisca
con l’aridità del quotidiano
tengo strette in pugno
le spine di una rosa
per dare sangue
al mio dolore senza nome
mi sento come Mosè nel cesto
lasciato alla corrente
su un fiume senza foce
il cielo di giorno
è un deserto sconfinato
in cui annullarsi
e la speranza un miraggio
che si dissolve nel cammino
©
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L'autore
Turan
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