Case di Temara
Moriva l’estate
nei vicoli di polvere,
nei mosaici di fiori,
tappeti e spazzatura
delle strade sterrate.
Nei rigagnoli d’acqua putrida,
nel ronzare
di migliaia di mosche
e nel brulicare
di formiche
che si accalcano
sulle teste di pesce mozzate.
Moriva l'estate
sui tetti bianchi e piatti,
sui muri calcinati
dal sole,
nel mesto scalpiccio
di cavalli macilenti
che scivolano goffi
sull'asfalto sbreccato.
Moriva,
l’estate,
nel sole
che tramontava presto,
mentre gli ultimi ambulanti
smontavano
le tristi bancarelle
del mercato.
©
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